Ma non sarebbe corretto dare la colpa interamente ai licei classici: anche gli altri indirizzi hanno da tempo i loro problemi per quanto concerne l'acquisto di libri scolastici. Il Righi, il Malpighi, il Rosa Luxemborg rientrano nella speciale - in senso negativo - classifica del caro prezzi scolastico. Per la cronaca le quote fissate per la prima classe di ciascun indirizzo superiore è di 320 euro per i classici - come si è detto -, 305 per gli scientifici, 290 euro per i commerciali e 240 euro per gli industirali.
C'è da domandarsi per quale ragione Palazzo D'Accursio non intervenga a riportare l'ordine nel marasma scolastico di Bologna. Se vi sono delle scuole che non rispettano i tetti massimi fissati, allora è necessario che vengano richiamate al loro ruolo di difensori della cultura (non dei commercianti...) e - se non serve - punite ragionevolmente. Perchè non è possibile tollerare che le famiglie bolognesi, già gravate da una decadenza che attraversa da tempo Bologna, abbiano come ulteriore peso da sopportare quello di un incalzante caro-scuola.
La cultura e l'istruzione non può sottomettersi alle speculazioni commerciali, come se si trattasse di un qualunque genere di commercio.

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