E' così. Sembra davvero difficile credere che la nostra città sia diventato un luogo invivibile e potenzialmente pericoloso, ma così stanno le cose.
Se prima Piazza Verdi era l'emblema di quella Bologna sporca, che non dorme mai, se prima era il simbolo dei bivacchi, della droga e dell'alcol, un luogo in cui era meglio stare lontani, beh... ora tutta la città non può più dirsi un luogo sicuro e specialmente il Centro Storico. Da un recente sondaggio si è appurato che i cittadini bolognesi temono maggiormente Via Indipedenza, che Piazza Verdi o Via Zamboni. E questo è lo specchio della situazione: il fenomeno - seppure cresciuto in questi anni di gestione cofferatiana - si è espanso e ha dilagato fino a coinvolgere la maggior parte di Bologna.
Come mai? Se il sindaco Cofferati ha raggiunto un incredibile record, quello di farsi odiare sia da destra che da sinistra, è anche vero che non si può risolvere tutto con ordinanze contro i lavavetri, ordinanze anti-bivacco (provvedimento ad hoc per Piazza Verdi) e col carcere per i cosiddetti "graffittari.
No. Serve una politica di rigore etico e giudiziario. Non giustizialismo o comunque qualcosa che faccia pensare a un sindaco-sceriffo (termine, tra l'altro, creato e strumentalizzato dalla sinistra), bensì una politica di tolleranza zero contro la criminalità (proprio ieri c'è stato un tentato stupro da parte di un romeno ai danni di un'italiana), organizzata e non. Una preciso disegno contro la droga e tutti coloro che ritengono Bologna un "Bronx" senza legge dove fare quello che si vuole.
E mi riferisco anche a coloro che orbitano nella galassia dei centri sociali, o anche in quella "alternativa" dei punk, dei metallari ecc... DOBBIAMO FAR CAPIRE CHE NON POSSIAMO ESSERE OSTAGGIO DI QUESTE MINORANZE politiche, sociali ed anche etniche.
Legalità, controllo costante delle zone a rischio a scopo di prevenzione, cultura, informazione, tolleranza zero. Questo è quello che mi sento di chiedere. E' troppo?
Se prima Piazza Verdi era l'emblema di quella Bologna sporca, che non dorme mai, se prima era il simbolo dei bivacchi, della droga e dell'alcol, un luogo in cui era meglio stare lontani, beh... ora tutta la città non può più dirsi un luogo sicuro e specialmente il Centro Storico. Da un recente sondaggio si è appurato che i cittadini bolognesi temono maggiormente Via Indipedenza, che Piazza Verdi o Via Zamboni. E questo è lo specchio della situazione: il fenomeno - seppure cresciuto in questi anni di gestione cofferatiana - si è espanso e ha dilagato fino a coinvolgere la maggior parte di Bologna.
Come mai? Se il sindaco Cofferati ha raggiunto un incredibile record, quello di farsi odiare sia da destra che da sinistra, è anche vero che non si può risolvere tutto con ordinanze contro i lavavetri, ordinanze anti-bivacco (provvedimento ad hoc per Piazza Verdi) e col carcere per i cosiddetti "graffittari.
No. Serve una politica di rigore etico e giudiziario. Non giustizialismo o comunque qualcosa che faccia pensare a un sindaco-sceriffo (termine, tra l'altro, creato e strumentalizzato dalla sinistra), bensì una politica di tolleranza zero contro la criminalità (proprio ieri c'è stato un tentato stupro da parte di un romeno ai danni di un'italiana), organizzata e non. Una preciso disegno contro la droga e tutti coloro che ritengono Bologna un "Bronx" senza legge dove fare quello che si vuole.
E mi riferisco anche a coloro che orbitano nella galassia dei centri sociali, o anche in quella "alternativa" dei punk, dei metallari ecc... DOBBIAMO FAR CAPIRE CHE NON POSSIAMO ESSERE OSTAGGIO DI QUESTE MINORANZE politiche, sociali ed anche etniche.
Legalità, controllo costante delle zone a rischio a scopo di prevenzione, cultura, informazione, tolleranza zero. Questo è quello che mi sento di chiedere. E' troppo?

3 commenti:
Ciao, ho scoperto del tuo blog leggendo le pagine del sito ladestra.info.
Ho 21 anni e sono erasmus in germania a lipsia, ma la mia casa è via Mazzini, l'italia e la sua bologna. Da tempo mi interesso alla politica, ma soprattutto quest'anno, rimanendo all'estero, ho cercato di osservare da un punto di vista esterno e possibilmente più obiettivo il declino della cultura politica e sociale italiana. Lo osservo con freddezza, ma possibilmente senza distacco. Leggo le voci dei grillini, dei neofasciti (si possono chiamare poi così?), degli azzurri, dei dipietristi. C'è malcontento, c'è rabbia, c'è disfattismo, a volte c'è anche speranza propositiva, ma quello che in ogni luogo si percepisce è il fermento. E' un crescente senso di insoddisfazione che porta ad invocare il cambiamento. Bene, il cambiamento passa anche per l'attività politica in prima persona, passa anche per le pagine di internet e passa da iniziative come la tua, degne di ogni lode. Però, ed è qui tutto il senso del mio commento, vorrei farti notare che non si riese ad essere incisivi indicendo battaglie contro chi ci sembra avere posizioni opposte.
hai scritto nel tuo intervento:
"E mi riferisco anche a coloro che orbitano nella galassia dei centri sociali, o anche in quella "alternativa" dei punk, dei metallari ecc... DOBBIAMO FAR CAPIRE CHE NON POSSIAMO ESSERE OSTAGGIO DI QUESTE MINORANZE politiche, sociali ed anche etniche"
Beh, da bolognese mi sento di dire che queste sono più che minoranze, e che non si può risolvere il problema cercando di estirparle. Correggimi si sbaglio, ma leggendo il tuo post ho l'impressione di cogliere il messaggio "o con noi o conro di noi". Ma chi ti legge probabilmente segue le tue stesse idee, e chi invece non vi si riconosce probabilmente chiuderà la pagina,scostato dalla violenza dei tuoi attacchi. Ma allora come potresti cambiare veramente un qualche cosa rivolgendoti solo a coloro che non hanno bisogno di essere cambiati? Bene, il mio consiglio è solo quello di essere meno radicale, di cercare di far trasparire più apertura e moderazione, così che tu possa far arrivare il tuo messaggio anche proprio a quei punkabbestia, metallari e comunisti che tu attacchi.
Uno dei problemi della nostra italia è che si tende a fare poca politica con le idee e si prova a fare molta più impressione con la forza. Cerchiamo per favore di non rinchiudere in parrocchie le opinioni: i fascisti e i comunisti, gli azzurri ed i grillini, gli anarchici e i nazionalisti. Cerchiamo invece di lasciar loro lo spazio per potersi confrontare. Come dici tu ci vuole più cultura e informazione.
I migliori auguri perchè il tuo blog possa riuscirci.
Matteo tonelli (mtkote@hotmail.com)
Ciao Matteo, sai, negli articoli che scrivo per blog, siti e altro di solito mi sbilancio molto di più di quanto non lo abbia fatto adesso. Si potrebbe dire che in questo post mi sia trattenuto proprio perchè ho intenzione di adottare una linea critica, netta, ma non campanilistica e settaria.
Mi dispiace che tu abbia percepito così il mio articolo (forse le immagini presenti a lato del blog contribuiscono...) ma ti assicuro che - almeno in questo blog - i miei articoli sono rivolti a tutti i cittadini bolognesi nessuno escluso, affinchè le condizioni di Bologna possano migliorare.
Saluti e buona giornata.
Ormai ho 40 anni e mi sembra impossibile vedere Bologna ridotta così come è adesso. Non è passato tanto tempo da quando si passeggiava tranquillamente anche a tardissima ora. Mi associo all'appello per la ripresa del controllo del territorio, tolleranza zero! E speriamo che la cittadinanza dia un cambio radicale di rotta a livello politico.
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